lunedì 23 febbraio 2015

Corso di formazione al Mambo

Sabato e domenica 14 e 15 febbraio abbiamo partecipato al Primo modulo del Corso di formazione organizzato dal Dipartimento Educativo del Mambo (Museo d'Arte Moderna di Bologna) e curato da Silvia Spadoni che da anni si occupa di didattica dell'arte anche in qualità di docente presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Aspettavamo da tanto tempo questo corso perchè chiunque conosca almeno un po' le attività proposte dal Dipartimento Educativo, sa che riescono ad accompagnare bambini e ragazzi, ma non solo, "dentro" l'arte contemporanea alla scoperta dei suoi mille segreti.
Qui un precedente post.
Sicuramente descrivere tutte le riflessioni emerse durante la prima parte del corso, il primo modulo di due giorni, è molto difficile. Raccontiamo di seguito cosa di questa esperienza ci ha più colpito.

1) La proposta formativa è rivolta ad insegnanti dei vari ordini scolastici, studenti universitari, educatori, bibliotecari ed operatori museali creando così uno spazio aperto a più esperienze con l'intenzione di mettere in contatto e relazione esperienze diverse. Siamo tutti d'accordo che il lavoro per compartimenti stagni non aiuta e che didattica scolastica e didattica museale devono intrecciare volenterose collaborazioni.

2) Il corso si è svolto quasi totalmente all'interno delle sale espositive della Collezione Permanente e della mostra temporanea di Lawrence Carroll " Ghost House" . Niente aule accademiche ma seduti per terra vicino alle opere cercando di creare quella intima relazione con l'opera che dovrebbe essere (almeno quando è possibile) il punto di partenza per ogni attività inerente alla didattica dell'arte.

3) Sono stati affrontati temi e questioni sulla didattica dell'arte contemporanea attraverso approfondimenti teorici e brevi laboratori (piccole ma davvero significative esperienze) nelle sale e nell'aula dedicata senza mai però suggerire pacchetti di attività semplicemente da riproporre, ma dando indicazioni sul valore della didattica dell'arte e su come costruire un buon metodo didattico a partire dall'arte.

I due giorni sono stati intensi e illuminanti, ricchi di quella meravigliosa esperienza che è la scoperta dell'opera d'arte.

Alcune immagini delle attività del primo giorno relative allo studio dell'Arte Informale e all'Arte Povera

 
 
 
 


 
 
Alcune immagini dell'attività del secondo giorno con parte del laboratorio Into the white dedicato all'opera di Carroll


 


 



Il Corso di formazione sta continuando con le lezioni di approfondimento del secondo modulo .       
 
 
 


lunedì 16 febbraio 2015

Didattica dell'arte contemporanea 5

LA CHILDREN'S WING del LOUISIANA MUSEUM COPENAGHEN


Situato lungo la costa Øresund, nel comune di Humlebæk, a circa 40 km da Copenaghen, il Louisiana Museum offre una collezione permanente di più di 3500 opere, numerose altre mostre temporanee e varie attività didattiche, davvero molto interessanti nel panorama internazionale della didattica dell'arte contemporanea. La domenica pomeriggio il museo si popola di famiglie che desiderano respirare un’aria di libertà creativa, la grande protagonista del Louisiana, che dal 20.08.2014 al 11.01.2015 ha voluto rendere omaggio al connazionale Olafur Eliasson. L’opera centrale della mostra dell’artista danese è stata creata appositamente per il Museo, al fine di mettere in luce i pensieri e le idee sulle quali il museo si fonda. Con il titolo Riverbed, l’opera di Eliasson ci catapulta in un paesaggio del tutto ignoto, inusuale e scioccante, ovvero tre grandi sezioni riempite di pietre di lava islandese in cui scorre un piccolo ruscellino. E’ uno spazio indeterminato, che lo stesso fruitore può modificare a proprio piacimento. Ecco che infatti, Riverbed diventa esemplificazione del pensiero base del Louisiana: esporre l’osservatore a qualche cosa di nuovo, che metta in discussione i pensieri comuni e che ci renda capaci di agire senza aspettative. Siamo quindi in una zona completamente libera.

 
Olafur Eliasson, Riverbed, louisiana Museum 
 
Dello stesso artista  anche la Model Room, opera risalente al 2003, adattata alla sala del Louisiana, che accoglie più di 400 figure geometriche. Qui l'artista ha giocato con le forme, con il concavo e il convesso, motivi molto cari, in generale, a tutta la sua arte. La Model Room più che un'opera d'arte materiale si propone di essere un esperimento, sembra di entrare nello studio dello stesso artista, di entrare in contatto con i progetti che lui stesso ha realizzato. Lo spazio è stato modificato e il fruitore incontra una realtà diversa, ancora una volta inusuale, in cui, come spiega il Louisiana "il mondo sta fermo ancora per un momento", come se l'artista avesse voluto bloccare le forme mondane ed esporre così l'ambiente in un modo diverso. 

 
                                          Olafur Eliasson,Model Room, Louisiana Museum


Non solo le opere sono le protagoniste del museo, ma anche i bambini, a cui vengono proposti numerosi laboratori nella Children's Wing, che fanno divertire i più piccoli, i più grandi e gli stessi genitori. Laboratori che si basano sulle mostre in corso e sulla collezione permanente, così che i bambini possano ispirarsi ai lavori degli artisti e farne un punto di riferimento. In occasione della mostra di Eliasson due dei sei laboratori erano dedicati a Riverbed e alla Model Room. Ispirandosi alla grande pietraia islandese di Eliasson, veniva richiesto ai bambini di realizzare delle grosse pietre di argilla seguendo tre indicazioni:


1. forma una pietra da un pezzo di argilla

2. cerca di far assomigliare la tua pietra a una pietra di lava, facendo dei buchi con gli strumenti

3. dipingi la pietra di grigio, nero o marrone così da farla assomigliare a una vera pietra di lava.

 
  
Ispirandosi invece alla Model Room veniva richiesto ai bambini un lavoro attento di ritaglio e di composizione. Venivano dati loro dei modelli geometrici da tagliare e comporre seguendo le linee guida, una volta realizzata la figura geometrica era possibile applicare una carta trigonometrica, così da personalizzare il proprio modello.
 

 
 

I lavori realizzati nella Children's Wing possono poi partecipare alla "Month’s visual arts competition", in questo modo diventano quasi dei "pezzi da collezione", a essi viene infatti applicata una piccola targhetta in cui è riportato il titolo del lavoro, l'opera di ispirazione e il nome del bambino.

Dopo l'attività nella Children's Wing a ogni piccolo artista è concesso un momento di svago e relax nel meraviglioso giardino che costeggia il lago del Lousiana. Questo non è però un semplice giardino, ma un vero e proprio spazio espositivo, dove infatti troviamo una parte della collezione scultorea del museo. I bambini corrono e si divertono tra le sculture di Giacometti o di Max Ernst, così il Louisiana li accompagna all'incontro dei suoi tre elementi chiave: arte, natura e architettura.

     
        
 
 
 
Queste sono solo alcune delle attività didattiche proposte dal Museo e in questo link trovate tutto sulla Children's Wing 

PiùArte ringrazia tanto Sebastian, il bambino nelle foto

Post curato da Beatrice Scapin



lunedì 9 febbraio 2015

Didattica dell'arte contemporanea 4


IL DIPARTIMENTO EDUCATIVO DEL MAMBO MUSEO D’ARTE MODERNA DI BOLOGNA

Con l’aiuto del Dipartimento Educativo abbiamo visitato il Museo d’Arte Moderna di Bologna non solo con l’obbiettivo di conoscere la collezione permanente ma anche di capire come l’arte contemporanea può essere trasmessa e diventare presupposto didattico.
Siamo stati accolti e condotti per mano alla scoperta delle sale espositive, guidati, ma senza limiti, attraverso una metodologia che prevede un approccio sensibile all’opera dove l’esperienza di incontro con le opere è diventata  conoscenza attiva e dinamica.

Abbiamo scelto due dei percorsi proposti dal Dipartimento:
Dire, fare, capire e Giorgio Morandi tra oggetto, colore e composizione (siamo stati aiutati anche nella scelta dei percorsi più adatti a noi).

Dire, fare, capire è un percorso di avvicinamento all’arte contemporanea strutturato come una visita animata dove i ragazzi sono stati stimolati ad un contatto attivo con le opere, indotti alla scoperta anche attraverso micro laboratori in sala.
 
 






Giorgio Morandi tra oggetto, colore e composizione è invece un percorso per scoprire non solo la figura dell’artista ma le possibili relazioni con gli artisti contemporanei. Gli studenti hanno imparato a cercare il meno ovvio, a guardare con occhi critici e in modo trasversale. I piccoli laboratori in sala e nell’atelier didattico hanno fermato in modo indelebile le scoperte.

 




In questo link trovate la pagina del Dipartimento Educativo del MAMbo  

La visita al Museo d’Arte Moderna di Bologna è la prima tappa del progetto “Contemporanea” sul quale scriveremo presto un altro post e che presto troverete nella pagina “scuola” di questo blog

lunedì 2 febbraio 2015

Didatttica dell'arte 1

PIPPO Piccola Pinacoteca Portatile

Sabato e domenica con l'intenzione di conoscere meglio e in modo più approfondito la collana PIPPO Piccola Pinacoteca Portatile pubblicata da  Topipittori,  abbiamo partecipato al corso di aggiornamento Pinacoteche portatili Libri con le figure, opere d'arte e una collana di nome PIPPO. Ideato da Giulia Mirandola e organizzato all'interno delle proposte di formazione dell'Area Educazione del Mart  al corso sono intervenuti gli editori Giovanna Zoboli e Paolo Canton, Guido Scarabattolo, Marta Sironi, Francesca Zoboli, Ada Colombi e Giulia Mirandola che in modo appassionato hanno offerto la possibilità di sentire dal vivo le parole di chi la collana PIPPO l'ha inventata, curata, promossa, scritta e disegnata. Questo si rivela importante e unico come quando abbiamo l'occasione di sentire un'artista parlare del proprio lavoro, ma presuppone il fatto di considerare i libri illustrati delle opere d'arte.

                                                I cinque volumi della collana PIPPO

PIPPO è una collana di libri d'arte illustrati, ormai molto famosi, che oltre ad offrire la possibilità di possedere un'opera d'arte, offre anche la possibilità di considerare il libro come veicolo di un'esperienza, l'esperienza dell'arte.
Spesso in altri post cercando di studiare i diversi metodi e approcci utilizzabili nella didattica dell'arte abbiamo considerato come l'opera può essere oltre che conoscenza anche scoperta. I libri PIPPO diventano strumento per la didattica dell'arte proprio perchè il valore della scoperta viene amplificato dall'approccio quasi ludico, un po' giocoso ma senza semplificazioni, ricordandoci che la leggerezza può essere anche sostanziosa. All'interno dei volumi le illustrazioni,realizzate da grandi illustratori, riproducono opere o particolari di opere e sono condizione narrativa al pari dei testi. Testi e immagini instaurano una relazione che dà vita ad un processo di indagine invertito dove il lettore arriva all'arte attraverso una visione "imperfetta" ma naturale. L' incontro con l'opera si compie dopo aver aggiunto al proprio vissuto un po' di familiarità, dopo aver fatto esperienza pratica dell'arte tra le pagine attive dei libri.

PIPPO è anche un progetto che si evolve e questa capacità di divenire è l'essenza del suo essere strumento didattico. Così come la pratica della didattica dell'arte non può essere pensata come unica e statica così PIPPO può trasformarsi diventando un metodo applicabile alla sola condizione di riuscire a farlo proprio assimilandone il senso. In questa direzione Marta Sironi ha illustrato l'utilizzo di PIPPO tra Scuola e Museo e Ada Colombi l'esperienza di PIPPO a Scuola attraverso le inziative PIPPO non lo sa e Le scarpe di PIPPO.

PIPPO Piccola Pinacoteca Portatile e tutte le sue iniziative sono ampiamente descritte nel blog di Topipittori che trovate in questo link