lunedì 27 ottobre 2014

Didattica dell'arte contemporanea 1

DIPARTIMENTO EDUCAZIONE CASTELLO DI RIVOLI MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA

Il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea è una realtà vivace e molto attiva nell'ambito della didattica dell'arte contemporanea. Diretto dalla prof.ssa Anna Pironti il Dipartimento è ormai da molti anni l'esempio concreto di come si possa avvicinare il pubblico allo strano e difficile mondo del contemporaneo, diventando un punto di riferimento sul territorio nazionale con tanto di riconoscimenti illustri e collaborazioni con grandi realtà internazionali come il Museé du  Louvre di Parigi e Documenta di Kassel.
 Educare all'arte con l'arte è il principio che muove il metodo educativo ma quello che regala una marcia in più è la capacità di concepire l' arte contemporanea come in evoluzione, trasformazione e in relazione con il contesto sociale. Questo ha condotto alla creazione di un progetto didattico strutturato in due grandi aree: al Museofuori dal Museo  con l'obbiettivo di dare vita a una didattica museale dedicata non solo alla Scuola ma progettata per essere qualcosa che investe il pubblico, che regala la possibilità di incontrare l'arte di oggi.
All'interno dell'area al Museo il Dipartimento propone oltre al progetto educativo per bambini e ragazzi, attività di formazione per insegnanti, attività di lifelong learning, attività per il tempo libero.
Le proposte sono legate non solo alla Collezione permanente ma anche alle Esposizioni temporanee e sono ricche di attività laboratoriali. Anche gli aspetti di laboratorio, quindi del fare pratico, rappresentano la condizione di eccellenza.

 
 
 
 
Molte delle risorse vengono dedicate alle attività di formazione per gli insegnanti con corsi di formazione e visite precognitive che rendono gli insegnanti parte attiva del progetto educativo. Queste attività in genere gratuite sono molto seguite a testimonianza del forte coinvolgimento del territorio.
L'area Fuori dal Museo contiene attività legate al rapporto tra Museo e Territorio, attività legate a grandi eventi e formazione aziendale e in relazione con Università e Accademie di belle Arti.
Consolidate e significative, in questo senso, sono ad esempio le relazioni di collaborazione con i Dipartimenti di Comunicazione  e Didattica dell'Arte delle Accademie di Urbino e Bologna.

Dal 2010 il Dipartimento Educazione è membro di Zonarte qui il sito, ed ente capofila per il 2014

Tutte le attività del Dipartimento sono facilmente consultabili attraverso il sito del Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea che potete trovare in questo link oppure attraverso la pagina FB


Tutte le immagini  pubblicate in questo post sono a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea

PiùArte ringrazia Barbara Rocci e Brunella Manzardo per i materiali, le foto e la preziosa disponibilità.

lunedì 13 ottobre 2014

Didattica inglese

La National Gallery di Londra espone oltre duemila opere d'arte ed accoglie ogni anno più di quattro milioni di visitatori molti dei quali partecipano alle attività organizzate dal Dipartimento Didattico della galleria.
Il programma educativo è decisamente un punto di forza della galleria stessa e un forte richiamo per visitatori e studiosi di ogni età, ed ha l'obbiettivo non solo di avvicinare bambini e ragazzi all'arte ma anche gli adulti.
Il pacchetto di proposte è ricco ed etereogeneo e suddiviso per categorie: attività per adulti, attività per la scuola e formazione degli insegnanti, attività per le famiglie, attività per gli anziani e attività per rendere accessibile l'arte a tutti. 
Molte sono le caratteristiche che contraddistinguono la didattica proposta alla National Gallery:
  •   percorsi (visite guidate, animate e laboratori) per bambini dall' età prescolare agli anziani
  •   diversi approcci didattici: da un approccio più nozionistico a uno più sensibile.
  •   svariate attività e risorse gratuite
Abbiamo visitato, con immenso piacere, le aule didattiche : belle, spaziose e piene di materiali per i laboratori e abbiamo assistito all'attività Magic Carpet Storytelling: una visita animata per bambini dai 2 ai 5 anni.
I bambini ascoltano una storia un po' fantastica che fa da filo conduttore tra un'opera e l'altra, seduti su un tappeto che loro stessi arrotolano e srotolano in una sorta di magico rituale. Il tappeto come un tappeto volante trasporta i bambini da una sala all'altra diventando quasi un feticcio. Una magia che coinvolge, oltre ai bambini anche gli altri visitatori e naturalmente le opere. Tra l'altro il tappeto viene posizionato molto vicino alle opere esposte oltre quella distanza che di solito fa suonare l'allarme di sicurezza: uno spazio privilegiato.
Attività di questo tipo creano esperienze positive e fanno nascere non l'amore per l'arte, ma la capacità di farsi trasportare. L'amore per l'arte verrà di conseguenza.

Con l'intenzione di mettere a confronto le diverse attività a disposizione abbiamo utilizzato due supporti didattici per apprezzarne l'impostazione.
La Guida per i visitatori con dieci percorsi autoguidati attraverso un metodo nozionistico riporta a quell'idea di interazione non solo con le opere ma con la galleria stessa. I dieci percorsi infatti presentano ognuno cinque opere secondo una lettura che ne legge un filo conduttore come ad esempio la presenza degli animali nelle opere.

Guida per Visitatori con dieci percorsi autoguidati

Accanto all'opera vengono riportate informazioni immediate sul soggetto e sotto quattro domande aiutano nella lettura dell'opera. A fianco qualche breve informazione sull'artista.
Ogni pagina si conclude con le indicazioni per raggiungere l'opera successiva (di solito lontana qualche sala) innescando in questo modo una sorta di caccia al tesoro che permette di vivere lo spazio nella sua totalità.
Pause, imagine, play è un activity book che ha per protagonista Whistejacket, il cavallo dipinto da George Stubbs. E' proprio lui che ci accompagna con galoppate rumorose attraverso le pagine, alla scoperta delle opere e delle attività interattive suggerite.


Pause, imagine, play

Non necessariamente per bambini, questo quaderno dà la possibilità anche ai grandi di visitare la galleria in compagnia di un'opera che diventa in questo modo più intima.
Tutto questo è solo una piccola parte del progetto educativo della National Gallery che offre molto nell'idea di riuscire a creare curiosità verso l'arte anche fuori dalle proprie sale espositive.

Qui la galleria on line per approfondimenti  sulle opere
e in questo link trovate tutte le attività didattiche e numerose risorse.

lunedì 6 ottobre 2014

Arte pubblica

Oggi inaugura al Parco Internazionale della Scultura  a Catanzaro, qui il sito, la nuova opera dell'artista francese Daniel Buren Cabane éclatée aux 4 couleurs



                                       Daniel Buren Cabane éclatée aux 4 couleurs MARCA 2014



Il Parco Internazionale della Scultura curato da Alberto Fiz è uno degli esempi più riusciti di progetto dedicato alla public art e l'inaugurazione di oggi ci offre la possibilità di riflettere sui meccanismi che si innescano quando l'arte esce dal museo.
Sembra difficile dare una definizione o anche solo una data di nascita alla public art visto che esistono vari modi di praticarla. Perchè essa si compia le opere e ancora prima l'artista, devono porsi in relazione con lo spazio entrando in un rapporto diretto con i valori, la storia e i simboli culturali  costruendo un dialogo con chi quello spazio lo vive. L'appellativo public può anche indicare sculture e fontane artistiche che però spesso non sono legate ad una continuità spaziale ma diventano presenze discrete che non disturbano troppo le nostre abitudini. Un' opera può definirsi pubblica quando modifica i nostri meccanismi percettivi creando nuove sensibilità nei confronti dello spazio, ora modificato.
Molti artisti hanno reso visibile il valore pubblico dell'arte, tra questi Daniel Buren che così esprime il significato del suo lavoro
 
"Non si tratta di ornare (imbruttire o abbellire)il luogo (l'architettura) nel quale il lavoro si inscrive, ma di indicare il più precisamente possibile l'appartenenza del lavoro al luogo e viceversa."
 
La stretta relazione con lo spazio e il luogo viene esasperata nelle opere che Buren chiama Cabane éclatée, strutture prefabbricate progettate come oggetti mobili che permettono al luogo di diventare fondamentale perchè in grado di trasformare l'opera stessa.
La percezione dello spazio viene maggiormente alterata anche grazie a dei filtri colorati (lastre di vetro e plexiglass)che diffondendo luce colorata creano atmosfere mutevoli.
 
Esiste un catalogo ragionato delle opere dell'artista che trovate qui